Leva Civica in una Comunità per mamme con figli

Ho iniziato il mio percorso di Leva Civica nel mese di settembre 2021, in una comunità mamma-bambino, presso la cooperativa Generazioni Fa.

Il motivo principale per cui ho deciso di intraprendere questo percorso è stato soprattutto la mancanza di esperienza in un ambito lavorativo. Infatti, oltre allo studio, ho avuto esperienze di lavoro molto blande, seppure interessanti (come ad esempio la baby sitter), e, in vista della laurea, ho deciso di “farmi le ossa” in un ambito complicato come quello della comunità.

Ovviamente non mi sento di dare in questo momento di dare un giudizio complessivo alla mia esperienza, avendo lavorato solamente 3 mesi, ma fino a questo momento ciò che ho osservato maggiormente è il rapporto di queste donne con i propri figli, che è molto vario, e si articola in base alle esperienze, alla cultura di appartenenza e al carattere di ognuna di loro; lavorando per molte ore con loro, posso cogliere le sfaccettature di questo legame, e notare anche se e come cambia nel tempo, man mano che il percorso comunitario avanza.

In questi mesi, sto apprezzando molto due cose in particolare: il tempo che passo con i bambini, e i momenti in cui parlo con le mamme, specialmente dopo cena.

Mi piace molto stare con i bambini, di tutte le età, presenti in comunità: infatti, nonostante le esperienze che hanno subito, sia che traspaiano dal loro comportamento o meno, è sempre una sfida capire come approcciarmi e relazionarmi con loro, tenendo conto del loro vissuto.

Anche con le mamme, questo lavoro rappresenta un vantaggio: in quanto Leva Civica e non educatrice, sanno che non scriverò relazioni riguardanti il loro comportamento, perciò, molto spesso si confidano maggiormente con me piuttosto che con le altre operatrici.

Oltre al motivo già descritto in precedenza, ho voluto intraprendere questo percorso anche per mettermi alla prova: infatti, so da esperienze passate, che il lavoro in comunità è molto pesante, soprattutto dal punto di vista psicologico. Sono molti i giorni in cui si verificano situazioni in cui mi sento molto coinvolta e ci penso anche dopo che sono tornata a casa.

Nonostante questo è un’esperienza che mi sento di consigliare, soprattutto per rafforzarsi, sia dal punto di vista psicologico che emotivo, in vista di un futuro lavoro.

Anche dal punto di vista professionale mi è stato molto utile: prima di iniziare non avevo mai firmato un contratto di lavoro, e anche l’iter burocratico legato alle clausole presenti in esso (come ad esempio la gestione dei permessi o delle ferie) mi è servito per inserirmi maggiormente nel mondo lavorativo, e so che queste informazioni, anche se sembrano scontate, mi saranno molto utili in un futuro impiego professionale.

Credo e spero che questa esperienza mi sarà molto utile, sia nella ricerca di un lavoro, ma anche nel mio modo di approcciarmi ad esso. Ad esempio, se dovessi nuovamente svolgere una professione a contatto con dei minori, mi sentirei molto più preparata a relazionarmi con essi.

Sono molto contenta di aver iniziato questa esperienza, e penso di aver imparato molto da quando ho iniziato (anche se sento di avere ancora molto da imparare, avendo iniziato da soli tre mesi).

In particolar modo a livello relazionale con gli individui in difficoltà, riuscendo a rafforzarmi psicologicamente anche in caso di situazioni pesanti, come ad esempio situazioni che si risolvono con l’affido, o altri contesti in cui il clima non è dei più distesi.

Inizialmente avevo difficoltà a capire come approcciarmi a situazioni di disagio, ma già in questo momento mi sento più sicura nella loro gestione.

Come ultimo punto vorrei parlare delle mie aspettative: mi ritengo particolarmente soddisfatta di questa esperienza fino ad ora, in quanto avevo visto il lavoro in comunità quasi come una sfida, volendo capire se ero in grado di far fronte alle situazioni che si sarebbero create.

Devo dire che essendomi laureata in servizio sociale, e avendo svolto il mio tirocinio all’interno di un servizio di tutela minori, ero già a conoscenza delle difficoltà che avrei potuto avere, o delle problematiche che si sarebbero potute presentare.

Infine, credo che questa esperienza sia necessaria, e faccia crescere moltissimo, sia a livello personale e professionale, e vorrei consigliarla a chiunque non si sentisse ancora sicuro riguardo al proprio futuro lavorativo, perché ritengo che sia utilissimo per poter capire maggiormente che professione si vuole svolgere in futuro.

 

Giulia Panigada, Ooperatrive Volontaria di Leva Civica Lombarda Volontaria per la Cooperativa Generazioni Fa a Bergamo (BG)

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